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A Concordia Sagittaria cammini su una piazza silenziosa e sotto i tuoi piedi ci sono duemila anni di storia romana. Niente file all’ingresso, niente ressa davanti alle rovine: qui sorgeva Iulia Concordia, colonia romana del I secolo a.C. e crocevia del Nordest antico, la città che deve il suo nome alla fabbrica di frecce sagitta che riforniva l’esercito imperiale.
Noi lavoriamo qui, a pochi passi dagli scavi, e ci capita spesso di dare indicazioni a chi arriva senza sapere bene cosa aspettarsi. Così abbiamo messo tutto in questa pagina: le sette tappe che vale davvero la pena vedere, gli orari aggiornati al 2026, quanto costa il biglietto e perché conviene quello cumulativo, e come incastrare le visite senza correre.
Una cosa da sapere subito: quattro delle sette tappe sono all’aperto, gratuite e visibili in qualsiasi momento, anche quando l’area archeologica è chiusa. La Soprintendenza le ha collegate in un percorso archeologico continuo che parte dalla piazza della Cattedrale e prosegue verso nord.
Sei già qui a Concordia? Dopo la mattina tra le colonne romane e i mosaici paleocristiani, a pochi minuti a piedi dall’area archeologica c’è il Bistrot Altamarea, nel cuore del centro. È il posto dove chiudere la giornata nel modo giusto: un crudo di mare preparato con il pescato dell’Adriatico arrivato quella stessa mattina, un calice di vino bianco del Friuli, e le conversazioni di chi è venuto a cercare il genuino, non le attrazioni.
L’area archeologica sotto la Cattedrale
È il motivo principale per cui si viene a Concordia. La biglietteria si trova in piazza Cardinal Celso Costantini 6, e la sala d’ingresso è già parte della visita: si affaccia sulla via Annia, l’antica strada consolare di cui qui si conservano tracce consistenti. Dentro trovi alcuni pezzi che raccontano la Concordia romana meglio di qualsiasi pannello: un piccolo leone in terracotta del I secolo d.C., ritrovato in via Fornasatta e forse destinato a decorare la fontana da giardino di una casa romana, e un pugnale lavorato ad ageminatura recuperato nell’Ottocento presso il ponte romano.
Poi si scende, e il tono cambia. Sotto la Cattedrale si apre una basilica paleocristiana a tre navate — la Basilica Apostolorum — con il pavimento a mosaico decorato a motivi geometrici e il bancone presbiteriale rialzato. Accanto c’è la trichora martyrum, l’edificio a tre absidi costruito per i martiri; davanti si estende un ampio quadriportico con il pozzo al centro. A fianco corre un tratto lastricato della via Annia, ben conservato, e più in là restano l’episcopio e un’area sepolcrale con i sarcofagi.
Non è una vetrina museale: è il pavimento vero dell’edificio, nel punto in cui è stato costruito. Calcola 45-60 minuti per vedere tutto con calma. L’area è accessibile a tutti — c’è un ascensore per scendere alla basilica, ci sono le rampe e una mappa tattile installata dalla Regione Veneto; l’unico limite riguarda le zone archeologiche attorno alla basilica, dove restano dislivelli senza accessi dedicati.
La Cattedrale di Santo Stefano
Sopra gli scavi c’è la Cattedrale di Santo Stefano, quattrocentesca, con facciata e abside rimaneggiate a fine Ottocento. Entrando, guarda subito a sinistra: l’acquasantiera è in realtà una fontanina marmorea di epoca romana, riutilizzata. È il riassunto perfetto di Concordia, dove ogni strato ha riciclato quello precedente — e dove non serve scendere sottoterra per vedere il passato, basta sapere dove guardare. Una nota pratica: la Cattedrale è la chiesa parrocchiale e segue orari propri, diversi da quelli dell’area archeologica sottostante.
Il Battistero e il campanile romanico
Dietro la Cattedrale, un po’ defilato, c’è il Battistero: XI secolo, voluto dal vescovo Regimpoto, romanico con una forte impronta bizantina. Da fuori è severo, quasi spoglio; dentro conserva gli affreschi originali dell’epoca, ed è questo il contrasto che lo rende memorabile. Accanto svetta il campanile romanico, la struttura più antica che vedi arrivando in piazza.
Il Battistero si visita di norma in occasione delle visite guidate: chiedi in biglietteria quando arrivi, è la strada più veloce per capire cosa è aperto quel giorno. Metti in conto 30-40 minuti per Cattedrale e Battistero insieme.
Foto di Leonardo Furlanis
La Porta Urbis di via Faustiniana
Da qui in poi si cammina all’aperto, e non serve né biglietto né orario. Da piazza Cardinal Costantini il percorso archeologico prosegue verso nord e la prima tappa è in via Faustiniana: l’area della Porta Urbis, aperta al pubblico nel luglio 2019 e letteralmente incastrata sotto il complesso residenziale che le è cresciuto sopra. La vedi dal fronte strada, in qualsiasi momento della giornata.
Quello che resta è la metà occidentale della porta, cioè quella interna alla città: una struttura in laterizi a pianta quadrata con due fornici allineati, una delle postierle minori che si aprivano nella cinta muraria di Iulia Concordia nel settore nord-orientale. Accanto si leggono un tratto delle mura, un segmento di strada basolata e la cloaca che le correva sotto.
È la tappa che consigliamo di più a chi ha già visto gli scavi sotto la Cattedrale: lì vedi la Concordia monumentale, qui vedi come funzionava davvero. Una porta di servizio, una strada, una fogna. L’infrastruttura di una città che lavorava.
Il ponte romano
In via San Pietro, ai margini dell’impianto urbano romano, resta il ponte di età augustea che scavalcava un antico alveo del fiume Reghena, poco prima che la via Annia entrasse in città. Non si accede all’area, ma si vede perfettamente dalla strada ed è forse il punto più suggestivo di tutto il percorso: un ponte che ha smesso di servire quando il fiume ha cambiato strada, e che è rimasto lì.
Arrivi di lunedì o martedì? L’area archeologica sotto la Cattedrale è chiusa, ma le tappe della Porta Urbis, del ponte romano e delle mura restano tutte visibili, gratuitamente e senza orari. E il Museo Concordiese di Portogruaro il lunedì è regolarmente aperto.
Il Museo Nazionale Concordiese, a Portogruaro
La settima tappa non è a Concordia: è a cinque chilometri, in via Seminario a Portogruaro, e ci vai con lo stesso biglietto. Il Museo Nazionale Concordiese ha aperto nel 1888 e la sua collezione proviene quasi interamente da Iulia Concordia: statue, mosaici, elementi architettonici, ritratti in marmo, monete e una quantità impressionante di materiale epigrafico.
Nella navata destra sono murate le fronti iscritte dei sarcofagi del “sepolcreto dei Militi”, la necropoli tardoantica riportata alla luce nel 1873 dagli scavi di Dario Bertolini. Ricordano i soldati di stanza a Concordia e gli operai della fabbrica di frecce che riforniva l’esercito: sagitta. Ecco da dove arriva il nome del paese — ed è il motivo per cui questa tappa vale il viaggio: senza il museo, gli scavi restano pietre; con il museo, diventano una città con dei nomi.
Orari, biglietti e come organizzare la visita nel 2026
Qui c’è la cosa più utile di tutta la pagina, e quasi nessuno la dice: il biglietto è cumulativo. Con lo stesso ingresso visiti l’area archeologica di Concordia Sagittaria e il Museo Nazionale Concordiese di Portogruaro. Vedere prima gli oggetti e poi il posto da cui provengono (o viceversa) cambia completamente la visita.
Orari e biglietti 2026
Area archeologica di Concordia Sagittaria
Mercoledì e venerdì 8.30-13.30 (biglietteria fino alle 13.00)
Giovedì, sabato, domenica e festivi 14.30-19.30 (biglietteria fino alle 19.00)
Lunedì e martedì chiuso
Museo Nazionale Concordiese, Portogruaro
Dal lunedì al sabato 8.30-19.30 (biglietteria fino alle 19.00)
Domenica e festivi 8.30-13.30 (biglietteria fino alle 13.00)
Biglietti
Intero € 6 — cumulativo area archeologica + museo
Ridotto € 2 — cittadini UE 18-25 anni
Gratuito — under 18
Con il Museo Archeologico Nazionale di Altino: € 9
Con Altino e il Museo del Mare di Caorle: € 15
Sempre gratis
Porta Urbis, mura, ponte romano e Domus dei Signini: all’aperto, visibili dalla strada, nessun orario. Prenotazione non richiesta. I biglietti si acquistano in biglietteria o sull’app Musei Italiani.
Orari e tariffe aggiornati a luglio 2026, fonte: Museo archeologico nazionale concordiese. Verifica sul sito ufficiale del museo prima di partire.
Dove mangiare dopo la visita
Dopo una mattina tra colonne romane, mosaici e pietre medievali c’è un contrasto che questa zona sa offrire meglio di altre: la storia sedimentata sotto la piazza e, a poche centinaia di metri, un crudo di mare preparato con il pescato arrivato quella stessa mattina dall’Adriatico.
Al Bistrot Altamarea lo chef Salvatore Catrini lavora il pesce del giorno, servito crudo o secondo ricette tradizionali reinterpretate: puoi dare un’occhiata al menù per farti un’idea. Accanto alla cucina c’è una vera enoteca, con una selezione di etichette venete, friulane e di piccole cantine artigianali: la stessa area geografica che hai attraversato durante la visita, ritrovata nel bicchiere. Nel corso dell’anno organizziamo anche serate di degustazione a tema.
Siamo a pochi minuti a piedi dall’area archeologica, e conosciamo gli orari dei musei meglio di chiunque altro: se ci dici che stai organizzando la visita, ti aiutiamo a incastrare pranzo o cena senza perdere un’apertura.

Domande frequenti
Quanto costa visitare gli scavi di Concordia Sagittaria?
Il biglietto intero costa € 6 ed è cumulativo: comprende sia l’area archeologica di Concordia Sagittaria sia il Museo Nazionale Concordiese di Portogruaro. Il ridotto per i cittadini UE tra 18 e 25 anni è € 2, mentre l’ingresso è gratuito per i minori di 18 anni.
Si può visitare Concordia Sagittaria gratis?
In parte sì. L’area archeologica sotto la Cattedrale richiede il biglietto, ma il percorso archeologico all’aperto è libero e sempre accessibile: la Porta Urbis di via Faustiniana, le mura, il ponte romano di via San Pietro e la Domus dei Signini si osservano dalla strada senza pagare e senza vincoli di orario.
Cos’è la Porta Urbis?
È l’area archeologica di via Faustiniana, aperta al pubblico nel 2019: conserva la metà interna di una delle porte minori della cinta muraria di Iulia Concordia, in laterizi a pianta quadrata con due fornici, insieme a un tratto delle mura, un segmento di strada basolata e la cloaca sottostante. Si trova sotto un complesso residenziale ed è visibile liberamente dal fronte strada.
Quali sono gli orari dell’area archeologica?
Mercoledì e venerdì dalle 8.30 alle 13.30; giovedì, sabato, domenica e festivi dalle 14.30 alle 19.30. Lunedì e martedì è chiusa. Il Museo Concordiese di Portogruaro segue orari diversi: dal lunedì al sabato 8.30-19.30, domenica e festivi 8.30-13.30.
Serve prenotare la visita?
No, la prenotazione non è richiesta. I biglietti si acquistano direttamente in biglietteria oppure in anticipo tramite l’app Musei Italiani.
Quanto tempo serve per visitare Concordia Sagittaria?
Circa 45-60 minuti per l’area archeologica, 30-40 per Cattedrale e Battistero, 30 per il percorso all’aperto tra Porta Urbis e ponte romano: in tutto 2,5-3 ore. Aggiungendo il Museo Concordiese di Portogruaro si arriva comodamente a mezza giornata.
Le tradizioni concordiesi: la Renga e la Fiera di Santo Stefano
Il territorio non è solo quello che resta sotto terra. Concordia ha due appuntamenti che scandiscono l’anno e che, se capiti nel periodo giusto, valgono da soli il viaggio.
A febbraio c’è la Festa dea Renga, la celebrazione dell’aringa alla concordiese: un piatto povero, legato al mercoledì delle ceneri e all’inizio della Quaresima, che il paese ha trasformato in identità collettiva. Attorno alla festa ruotano il concorso “Renga d’Oro” — giunto alla trentunesima edizione — e il Renga Tour, un percorso di cicchetti e calici tra i locali della città. Nelle domeniche della manifestazione la Pro Loco organizza anche visite guidate all’antica Concordia romana abbinate alla degustazione: storia e tavola nello stesso pomeriggio, che è poi il senso di tutta questa pagina.
Il 26 dicembre tocca invece alla Fiera di Santo Stefano, la Fiera Nazionale dell’Agricoltura che riempie il paese di macchine agricole, animali, banchi e gente: la Concordia contadina che convive con quella romana, nello stesso giorno e nelle stesse strade.









